Qualche anno fa l’attenzione dei managers delle più grandi aziende focalizzavano la propria attenzione su sistemi previsionali, oppure su nuove modalità per rifornire i magazzini della rete, oppure ancora della curva dei costi a cui poteva essere data una diversa interpretazione.
Temi la cui portata poteva arrivare alla singola impresa, oppure la sua rete, o, al massimo, i rapporti interni tra acquisti produzione e vendita.
Oggi le aziende produttrici americane stanno rivedendo le modalità con cui comprano componenti e servizi.
E’ forse la prima volta, dai tempi della grande crisi petrolifera degli anni settanta e le successive carenze materiali, che questo focus è diventato una priorità per il vertice.
Nel tentativo di ridurre i lead time, di rispondere più velocemente ai loro clienti e alle loro nuove esigenze, di
migliorare la qualità, e contemporaneamente di aumentare l’efficienza, le aziende leader hanno incominciato a gestire i loro canali di fornitura con modalità assolutamente nuove. Spesso ripensando agli attuali confini delle proprie aziende.
In alcuni settori, è il significato stesso di “concorrenza” che incomincia a cambiare: si intuisce che non è più possibile competere come entità singola; il vantaggio competitivo può essere conquistato anche da quelli che sanno operare come componenti all’interno di una rete aziendale.
Il perché, del fatto che si stia verificando soltanto oggi una simile necessità di coordinamento, è stata evidenziata in quattro cause principali:
- Il valore aggiunto, negli ultimi tempi, è andato progressivamente diminuendo e gli sviluppi tecnologici hanno portato all’esasperante necessità di specializzazione. In questo scenariole aziende limitano le loro competenze lanciandosi nello scouting di nuovi potenziali alleati. Nel 1945 la percentuale di materie, componenti e servizi delle aziende americane era il45% riferita al valore dei loro prodotti. Negli ultimi anni c’è stato un sostanziale aumento fino ad arrivare al 60% nel 1990.
- Il controllo dei prezzi ormai non soddisfa più il mercato e avere soltanto dei bassi costi non è più sufficiente, il mercato necessità di bassi costi, qualità e tempestività nelle consegne che, soltanto un’attenta progettazione della catena di fornitura e l’utilizzo delle migliori tecnologie, riesce a garantire;
- Lo sviluppo tecnologico degli ultimi 2 decenni hanno offerto alte capacità di elaborazione calcolo che consentono di controllare tutti gli anelli della catena di fornitura in modo davvero efficiente.
- Inoltre il management si è reso sempre più consapevole delle grandi cifre che si spendono a volte duplicate o triplicate lungo la catena di fornitura.
Il Supply Chain Management (SCM) continua a ricevere l’attenzione dei manager, consulenti e ricercatori dai primi anni ’80 e pertanto non può essere considerata un’area di ricerca completamente nuova.
Il lavoro di Oliver e Webber del 1982 intitolato “Supply Chain Management: Logistics catches up with strategy” viene da molti indicato la pubblicazione in cui viene per la prima volta indicato
il termine “Supply Chain Management”.
